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Maestro Ciliegia regala il pezzo di legno al suo amico Geppetto, il quale lo prende per fabbricarsi un burattino maraviglioso, che sappia ballare, tirar di scherma e fare i salti mortali.
1 In quel punto fu bussato alla porta.
2 — Passate pure, — disse il falegname, senza aver la forza di rizzarsi in piedi.
3 Allora entrò in bottega un vecchietto tutto arzillo, il quale aveva nome Geppetto; ma i ragazzi del vicinato, quando lo volevano far montare su tutte le furie, lo chiamavano col soprannome di Polendina, a motivo della sua parrucca gialla, che somigliava moltissimo alla polendina di granturco.
4 Geppetto era bizzosissimo. Guai a chiamarlo Polendina! Diventava subito una bestia, e non c'era più verso di tenerlo.
5 — Buon giorno, mastr'Antonio, — disse Geppetto. — Che cosa fate costì per terra?
6 — Insegno l'abbaco alle formicole.
8 — Chi vi ha portato da me, compar Geppetto?
9 — Le gambe. Sappiate, mastr'Antonio, che son venuto da voi, per chiedervi un favore.
10 — Eccomi qui, pronto a servirvi, — replicò il falegname rizzandosi su i ginocchi.
11 — Stamani m'è piovuta nel cervello un'idea.
13 — Ho pensato di fabbricarmi da me un bel burattino di legno: ma un burattino maraviglioso, che sappia ballare, tirar di scherma e fare i salti mortali. Con questo burattino voglio girare il mondo, per buscarmi un tozzo di pane e un bicchier di vino: che ve ne pare?
14 — Bravo Polendina! — gridò la solita vocina, che non si capiva di dove uscisse.
15 A sentirsi chiamar Polendina, compar Geppetto diventò rosso come un peperone dalla bizza, e voltandosi verso il falegname, gli disse imbestialito:
18 — Mi avete detto Polendina!
20 — Sta' un po' a vedere che sarò stato io! Io dico che siete stato voi.
25 E riscaldandosi sempre più, vennero dalle parole ai fatti, e acciuffatisi fra di loro, si graffiarono, si morsero e si sbertucciarono.
26 Finito il combattimento, mastr'Antonio si trovò fra le mani la parrucca gialla di Geppetto, e Geppetto si accòrse di avere in bocca la parrucca brizzolata del falegname.
27 — Rendimi la mia parrucca! — gridò mastr'Antonio.
28 — E tu rendimi la mia, e rifacciamo la pace. —
29 I due vecchietti, dopo aver ripreso ognuno di loro la propria parrucca, si strinsero la mano e giurarono di rimanere buoni amici per tutta la vita.
30 — Dunque, compar Geppetto, — disse il falegname in segno di pace fatta — qual è il piacere che volete da me?
31 — Vorrei un po' di legno per fabbricare il mio burattino; me lo date? —
32 Mastr'Antonio, tutto contento, andò subito a prendere sul banco quel pezzo del legno che era stato cagione a lui di tante paure. Ma quando fu lì per consegnarlo all'amico, il pezzo di legno dette uno scossone, e sgusciandogli violentemente dalle mani, andò a battere con forza negli stinchi impresciuttiti del povero Geppetto.
33 — Ah! gli è con questo bel garbo, mastr'Antonio, che voi regalate la vostra roba? M'avete quasi azzoppito!...
34 — Vi giuro che non sono stato io!
35 — Allora sarò stato io!...
36 — La colpa è tutta di questo legno....
37 — Lo so che è del legno: ma siete voi che me l'avete tirato nelle gambe!
38 — Io non ve l'ho tirato!
40 — Geppetto, non mi offendete: se no vi chiamo Polendina!...
47 A sentirsi chiamar Polendina per la terza volta, Geppetto perse il lume degli occhi, si avventò sul falegname e lì se ne dettero un sacco e una sporta.
48 A battaglia finita, mastr'Antonio si trovò due graffi di più sul naso, e quell'altro due bottoni di meno al giubbetto. Pareggiati in questo modo i loro conti, si strinsero la mano e giurarono di rimanere buoni amici per tutta la vita.
49 Intanto Geppetto prese con sè il suo bravo pezzo di legno, e ringraziato mastr'Antonio, se ne tornò zoppicando a casa.
Carlo Collodi · 1902 edition (first published 1883) . Translation: Carol Della Chiesa's English translation . Both public domain in the United States (Project Gutenberg #52484 and #500). The English edition is a literary translation, rather than a word-for-word gloss.